Come si classificano i vini in Europa e in Italia?
Vini DOP (DOC e DOCG)
Vini IGP ( IGT)
Vini generici (varietali e non varietali)


Cosa significa vino a DOP?
La “denominazione di origine protetta” è il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, di un paese che serve a designare un prodotto conforme ai seguenti requisiti:
la qualità e le caratteristiche del prodotto sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico e ai suoi fattori naturali e umani; le uve da cui è ottenuto il prodotto provengono esclusivamente da tale zona geografica; la produzione avviene in detta zona geografica e il prodotto è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera;


Cosa significa vino a IGP ?
La “indicazione geografica protetta” è l’indicazione che si riferisce a una regione, a un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, a un paese, che serve a designare un prodotto conforme ai seguenti requisiti:
possiede qualità, notorietà o altre peculiarità attribuibili a tale origine geografica; le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85 % esclusivamente da tale zona geografica; la produzione avviene in detta zona geografica e è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis.


Cosa rappresentano i prodotti DOP e IGP?
I prodotti DOP e IGP rappresentano l’eccellenza della produzione agroalimentare europea e sono ciascuno il frutto di una combinazione unica di fattori umani ed ambientali caratteristica di un determinato territorio.
Per questo motivo l’Unione europea detta regole precise per la loro salvaguardia, prevedendo l’istituzione di appositi regimi normativi di qualità, a tutela della buona fede dei consumatori e con lo scopo di dotare i produttori di strumenti concreti per identificare e promuovere meglio prodotti aventi caratteristiche specifiche, nonché proteggerli da pratiche sleali.


Qual’è il ruolo dei Consorzi di tutela?
Le Denominazioni di Origine ed Indicazioni Geografiche dei vini rappresentano un patrimonio collettivo frutto della tradizione e cultura del nostro Paese, della ricchezza e vocazione dei suoi molteplici territori.
La valorizzazione e protezione di tale patrimonio è un obiettivo di sicura centralità per consentire al Sistema Vino Italia di acquisire una posizione vincente e solida sul piano internazionale e comunitario, dato l’apprezzamento globale di cui esso gode.
Compiti come questi, di fondamentale importanza per il comparto, devono essere conferiti al soggetto più idoneo al loro raggiungimento. Gli attori della filiera – viticoltori, vinificatori, imbottigliatori – per quanto grandi possano essere, non sono in grado, individualmente considerati, di rappresentare e soddisfare efficacemente gli interessi del settore.
Il soggetto ideale per questo compito sono le Organizzazioni interprofessionali, che racchiudono al loro interno i rappresentanti di tutte le fasi produttive; identificabili in l’Italia con i Consorzi di tutela, come peraltro riconosciuto dalla normativa nazionale di settore.


Cosa significa erga omnes ?
I Consorzi maggiormente rappresentativi (almeno 40% dei viticoltori e 66% della produzione certificata), hanno la possibilità di ottenere il riconoscimento e l’autorizzazione ad operare “erga-omnes”, ossia nei confronti di tutti gli utilizzatori della denominazione di competenza, anche non aderenti al Consorzio.
Tale importante incarico permette ai Consorzi di divenire sempre di più i protagonisti indiscussi del settore vino ed in tale veste avranno la possibilità di tutelare, valorizzare e proteggere il patrimonio enologico collettivo loro affidato, godendo per le loro funzioni dell’apporto anche finanziario di tutti, non soci compresi.